Lisa Germano – Geek The Girl

Lisa Germano - Geek The Girl

Eh già, una bella dose di angoscia in arrivo, contenti?  

Sono particolarmente contento per la pubblicazione di questo articolo, in primis perché ho modo di dare un po’ di spazio ad una grande artista come Lisa Germano (oltre che ad un grande disco); in secondo luogo perché l’area quote rosa sta crescendo in maniera interessante con un album fortemente femminile e con ulteriori innesti di valore che si andranno ad aggiungere a fine mese. 

Geek The Girl è un culto, terzo disco della Germano, incensato dalla critica e… praticamente introvabile! Come spesso capita, se un disco ha ottime recensioni, non significa che questo valore positivo si tramuti in un numero consistente di copie vendute. Ma in questo caso il problema è legato alla distribuzione del disco avvenuta troppo più tardi rispetto alla pubblicazione delle recensioni, lasciando l’amaro in bocca per un’occasione persa. Nel corso degli anni questo aspetto ha purtroppo influito sul prosieguo della carriera di Lisa, che viene liquidata dalla casa discografica per gli scarsi risultati di vendita. 

Se vi trovate per la prima volta ad ascoltare Geek The Girl, sarete immersi in un’opera sussurrata dal sapore fortemente ’90s – con arrangiamenti minimali e ben costruiti – che ben racconta parte dei problemi vissuti dai ragazzi di quell’epoca, in un modo differente dalla rabbia travolgente del grunge. La sorpresa risiede più nella capacità cantautoriale della Germano, una folksinger intima d’altri tempi – capace di registrare l’album in casa da sé – comparsa quando oramai il movimento sembrava imbolsito, senza più nulla da dire. I temi trattati sono forti ed estremamente complessi, da pelo sullo stomaco, ma il modo di affrontarli è privo di rancore o rassegnazione. 

Propone un disco personale, nel quale riversa gran parte della propria esistenza, ponendoci di fronte ad una protagonista con turbe psichiche. Un lavoro connotato da contrasti sorprendenti e quasi disturbanti come ad esempio in …A Psycopath, il brano più rappresentativo di Geek The Girl, nel quale la voce della Germano si intreccia con la registrazione di una chiamata al 911 di una donna che ha subito uno stupro in casa propria da parte di un intruso. Inizialmente la Germano si dimostra reticente nell’usare la registrazione, ma l’impatto di una testimonianza diretta vale più di mille parole. 

Un’angosciante documento che si dimostra – purtroppo – quanto mai attuale, nel quale la Germano interviene con una nenia di fanciullesca memoria, a ricordare quando da bambina girando in bicicletta un losco individuo l’ha molestata. …A Psycopath vuole mettere a conoscenza tutti quanti delle paure e dell’impotenza che le donne possono provare dinanzi ad un aggressore, o a situazioni di stalkeraggio. Argomento trattato anche nella seguente Sexy Little Girl Princess. 

L’infanzia della Germano ha influenzato anche il resto del disco, la cantautrice – di chiare origine italiane – presenta a più riprese una friscalittata siciliana sulla base della canzone tradizionale A Vinnigna (uno di quei motivetti suonati col flauto siciliano per intenderci) la trovate al termine di …A Psycopath, ad inizio disco come intro di My Secret Reason e al termine della penultima canzone …Of Love And Colors, ad indicare all’ascoltare le varie fasi del disco, come se ci trovasse in teatro e ogni atto fosse scandito dallo stacco musicale – che con il tenore del disco stona pesantemente andando in aperto contrasto con il contenuto (ricorda molto Rabbits di David Lynch in questo). 

Come spesso è capitato di raccontare in album dalla struttura simile, il brano finale segna un cambio di registro, il sound varia, compaiono le chitarre e la melodia sembra dare uno spiraglio di speranza. Ad oggi, Geek The Girl mantiene tutta la propria forza ed espressività valendo come manifesto musicale e sociale, non sono andato a fondo quanto avrei dovuto o quanto il disco avrebbe meritato, ma trovo che ognuno dovrebbe ascoltarlo con attenzione ed interpretare i testi per poter un minimo comprendere il dramma che le donne – ancora oggi nel ventunesimo secolo – si trovano ad affrontare. 

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