Radiohead – Ok Computer

Radiohead - OK Computer

I Radiohead non sono mai stati simpatici, ma compensano decisamente con la loro bravura (anche se considero estreme e auto-celebrative e auto-compiacenti alcune recenti scelte e registrazioni), Ok Computer è il punto in cui l’asticella si è alzata, registrando un cambio di passo deciso.

Ok Computer coincide con la definitiva morte del britpop, la domanda è: come uscirne fuori distaccandosi in maniera netta dai fasti di The Bends? Con un complesso mix tra Noam Chomsky, R.E.M., PJ Harvey, Beatles, Elvis Costello, Miles Davis e Can… un bordello di gente che ha contribuito a creare uno dei sound più riconoscibili degli anni ’90.

L’esempio di quanto scritto poco sopra è Paranoid Android, nata per essere di 14 minuti, viene asciugata dagli orpelli presentandosi a noi in 6 minuti nei quali sono amalgamate 3 canzoni differenti – sullo stile di Bohemian Rhapsody – che indicano tre differenti modalità di scrittura approcciate da occhio vispo Yorke. Questo brano nasce in origine con una connotazione “divertente” – il titolo deriva infatti da Marvin l’androide paranoico di Guida Intergalattica per Autostoppisti – per poi dirigersi verso temi più impegnati come la follia, la critica al capitalismo e la violenza fisica e verbale. Tutti questi elementi sono visivamente raccontati in modo grottesco da Robin (dell’omonima serie Robin), il protagonista del videoclip animato da Magnus Carlsson – che inizialmente credeva di dover animare il video per la canzone No Surprises.

In fase di scrittura Colin Greenwood ha dichiarato che l’ispirazione è stata ricercata in Happiness Is A Warm Gun, mentre in fase di missaggio nell’album Magical Mistery Tour, per via della difficoltà riscontrata nel trovare una coda degna ed in armonia con il brano (andando a sostituire l’organo hammond con un outro in chitarra).

I temi evidenziati in Paranoid Android ritornano in parte in Karma Police, definita da Yorke e Legnoverde “una canzone scritta per chiunque lavori nelle grandi aziende, una canzone contro i capi”. Il concetto di polizia del Karma deriva dal vezzo che i membri della band avevano di chiamare la polizia del Karma qualora avessero fatto qualcosa di sbagliato. Il video è diretto da Glazer (lo stesso di Street Spirit’s Fade Out) che qualche mese prima aveva proposto lo stesso concept a Marilyn Manson (naturalmente ha rifiutato).

Il registro cambia in No Surprises, prima canzone dell’album ad essere registrata, scritta durante il tour da spalla degli R.E.M. nel 1995. Tutti ricorderanno l’apnea da un minuto di Yorke, ma una volta completamente ricoperto d’acqua, la videoregistrazione è stata girata ad alta velocità per poi essere riproposta nel videoclip in slow-motion. Bravo Tommasino, ci hai fregato tutti quanti!

I tre singoli principali di Ok Computer offrono una panoramica di ciò che si trova all’interno dell’album; album che ha ricevuto critiche positive oltre che un grande riconoscimento dal pubblico, segnando l’ascesa definitiva dei Radiohead nel mercato musicale.  Ok Computer è lo spartiacque definitivo, è il mezzo che dirige i Radiohead ad un processo creativo sempre più cerebrale e complesso.

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Depeche Mode – Ultra

Depeche Mode - Ultra

Nono album per i Depeche Mode, il primo senza Alan Wilder, il 1997 è considerato l’anno della rinascita del gruppo, e non solo. Dave Gahan, dopo aver tentato il suicidio negli States nel 1995, nell’anno seguente è stato dichiarato morto per 3 minuti dai suoi soccorritori per colpa di una overdose da speedball (sempre negli States, precisamente sempre in California, stato più rigido della signorina Rottermayer). La nuova esistenza lo pone di fronte ad una scelta da fare: dire stop alle droghe o essere espulso dagli Stati Uniti.

La disintossicazione funziona e Gahan torna più forte che mai, anche se il disco risulta veramente dark. I testi di Gore e le vicissitudini passate recentemente culminano nella definitiva maturazione musicale della band, poliedrica mescolanza di stili che dimostra quanto di straordinario fatto sinora da questo gruppo. Banale da dire ma invecchiando migliorano.

Come anticipato la band non vive uno dei suoi miglior periodi: Wilder ha mollato; Gahan è resuscitato; Fletcher è depresso. All’appello manca Martin Gore che, autore di tutte le canzoni, da buon leader qual’è ha preso in pugno la situazione e ha portato gli altri due membri a registrare.

Barrel of a Gun è la canzone d’apertura ed il primo singolo estratto dall’album, con un sound molto industrial e pesante correlato ad un videoclip cupo, girato in Marocco, che ci mostra un Dave Gahan che gira per un locale come un’anima in pena, il tutto mentre Fletcher e Gore se la dormono beati (alcuni hanno voluto interpretare questo video come una sorta di tributo allo stato di morte apparente del cantante, cosa peraltro non confermata da nessuna fonte ufficiale).

La canzone forse più rappresentativa dell’album però è Home perché vede il ritorno al microfono di Martin Gore (ultima performance in One Caress) ed è una ballata molto toccante che mi ha fatto scoprire i Depeche Mode in tenera età e mi permetteva di fare il figo con i compagni di scuola che ascoltavano 883 o altri gruppi scrausi. La tristezza, trasmessa non solo dalla canzone, sta nel fatto che ho sempre pensato che, nel videoclip, il tipo che gira per le case – e va a visitare le famiglie consolandole – fosse un fantasma di un familiare o un caro morto da poco tempo, ma sono stato smentito… a quanto pare è un Alieno (ho interpretato per 15 anni un video a cazzo).

Altri singoli di gran spessore presenti in questo lavoro sono It’s No Good e Useless entrambi i videoclip sono stati diretti da Anton Corbjn (così come per Barrel of a Gun), mentre per quanto riguarda la copertina del singolo di Home, l’artwork è stato disegnato dalla figlia di Corbjn.