Jethro Tull – Aqualung

Jethro Tull - Aqualung

GNI GNI GNI GNI GNI (riff introduttivo di Aqualung)

Non vi metto a conoscenza di quello che credevo comunicasse Aqualung (assolutamente censurabile). Prima che capissi il senso della canzone e delle parole che Anderson ha cantato, ne è passata di aqualung sotto i ponti.

Comunque, Aqualung, non è solo una canzone, non è solo un disco. È un concetto musicale nitido che Ian Anderson in tutta la sua bruttezza è riuscito a riversare su nastro. Una struttura fortemente dal flauto di Iano che ci catapulta in epoche distanti. Ma in generale, cos’è Aqualung?

“Il titolo è un nome irrilevante tanto quanto Jethro Tull. Non credo che i nomi abbiano un grande significato. Aqualung è un titolo che fa da collegamento mentale […] e questo è veramente quello che è. È la tappa a metà tra il pensiero e la parte reale che il pensiero in sé rappresenta… ”, della serie “il nome è tutto e niente” queste sono le parole di Ian Anderson a proposito di Aqualung, parole degne di un tossico che cerca di essere filosofo senza esserlo. Fatto sta che stiamo parlando di un signor album, tanto riconoscibile quanto unico.

Ora, storia vuole che – secondo la maggioranza dei fan – il disco sia un concept album, cosa che Iano ha smentito a più riprese. Perché smentire colui che ha scritto tutte le canzoni di un disco? Fans rassegnatevi all’idea che non è un concept, può sembrarlo per la scelta dei brani, per alcuni collegamenti tra i personaggi, ma Iano ci assicura che non lo è.

Aqualung è l’uomo copertina del disco, il barbone al quale nessuno vuole avvicinarsi per timore, un concetto attuale: la paura del diverso. Il nome – che ne dica Iano – deriva dal rantolo del suo respiro, del tutto simile a quello che fanno i subbbbacquei quando sono sotttacqua.

Aqualung è un uomo patetico, “socialmente degradato” (come puntualizza l’autore), emarginato dalla società perbenista ma accolto dai suoi simili, come Mary. Avevamo già accennato ai collegamenti che intercorrono tra i personaggi cardine di ogni brano, il primo è quello tra Mary la strabica (cross-eyed), la scolaretta che si prostituisce concedendosi solamente ai barboni e agli anziani al solo scopo di renderli felici (ma soprattutto perché difficilmente qualcuno se la filerebbe). Questo tipo di surrealismo grottesco lo ritroviamo in Mother Goose che praticamente ci racconta di 100 studentesse che piangono. La prima parte del disco presenta anche due brevi passaggi come Cheap Day Return, ispirata da un viaggio in treno di andata e ritorno per andare dal padre in ospedale, o Wond’ring Aloud.

Con il secondo lato si porta alla luce il tema religioso – in alcuni casi sacrilego – My God ad esempio nei suoi 7 minuti vuole denunciare l’ipocrisia ecclesiastica e nel concetto di Dio (inteso nella trasversalità del termine). Una critica all’adorazione di default di un dio:

“È molto insoddisfacente per me che i bambini siano portati a seguire lo stesso Dio nel quale credono i genitori. Dio è un’idea astratta che l’uomo sceglie di adorare; non DEVE adorare. Dico che deve solo essere riconosciuto. I bambini vengono portati ad essere ebrei, cattolici o protestanti solo come conseguenza della loro nascita, non per una loro scelta. Penso che sia una cosa presuntuosa e immorale da fare. […] La religione crea una linea di divisione tra gli esseri umani e ciò è errato.”

Concetto molto chiaro e diretto quello di Iano, che torna sul tema della religione anche nei seguenti brani, parlando di morte in Sleepstream e nella stupenda Locomotiv Breath, o di Gesù in Hymn 43. Aqualung è un album che punta veramente in alto andando a discutere di tematiche estremamente delicate e tuttora contemporanee, estremamente presuntuoso nell’intento, ma comunque riuscito.

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The Who – Tommy (1914-1984) Parte II

The Who - Tommy

Dopo avervi spoilerato tutto Tommy, torniamo con la seconda parte della recensione…

Questo in soldoni è la storia di Tommy.

Non ci avete capito nulla? Guardatevi il film… ma siate coscienti, ci sono delle variazioni come:

– l’ambientazione post seconda guerra mondiale (la canzone da 1921 diviene 1951);

Tommy non è un bambino ma è Roger Daltrey;

–  numerosi brani aggiunti;

– chi muore non è l’amante ma il padre.

Poi c’è la partecipazione di Elton John, Eric Clapton, Tina Turner, Jack Nicholson, Keith Moon nella parte dello zio pedofilo, e gli altri due Who che compaiono qua e là. Insomma se non l’avete visto, dovete!
La canzone simbolo dell’album è sicuramente Pinball Wizard, incisa per ultima, ci spiega l’unica via attraverso il quale Tommy riesce ad avere delle sensazioni. Sensazioni provocate dalle vibrazioni del flipper stesso e che gli permettono di diventare un campione del giuoco.

Townshend ha odiato questo pezzo in principio, ritenendolo sciocco, sembra poi che la scelta di scrivere una canzone su un flipper sia stata adottata al fine di entrare nelle grazie di uno dei maggiori critici musicali dell’epoca (riuscendoci naturalmente). Nel film il pezzo viene interpretato in maniera magistrale da Sir Elton John che figura proprio nella parte del Pinball Wizard.
E’ necessario parlare anche delle canzoni di chiusura We’re Gonna Take It/See Me, Feel Me.

La prima è un brano antifascista e racconta l’insurrezione dei fedeli della setta di Tommy che decidono di destituirlo; la seconda è il file rouge che fa da collante per tutto il disco (comparendo anche in altri brani) che si esalta nella preghiera, ispirata da Meher Baba e scritta da Townshend, Listening to You.
La canzone, rispetto al film, è stata resa immortale dall’interpretazione a Woodstock, dove durante l’interpretazione, il palco è stato irradiato dai raggi solari rendendo la scena irripetibile.
A tal proposito John Enwistle ha dichiarato: “Dio è stato il nostro tecnico luci”… come dargli torto?

Ratzinger ha spiegato l’arcano recentemente affermando che Dio, all’epoca dei fatti, veniva considerato un gran fan degli Who.
La cover dell’album (di Michael McInnerney) rappresenta una sorta di gabbia a forma di sfera con delle grate azzurre (a raffigurare il cielo) nuvole e colombe presenti, imprigionati nella sfera ci sono i ritratti dei componenti del gruppo. Una copertina che ben rappresenta il senso di solitudine e l’estraniazione dal mondo che circonda Tommy.