Matching Mole – Matching Mole

Matching Mole - Matching Mole

“Hey sì, pronto? Parlo con il signor Ellidge? Salve, come sta? È la CBS che parla. Sa, abbiamo saputo che ha mollato i Soft Machine, è un vero peccato. Ma indubbiamente lei merita di avere carta bianca ragazzo, è veramente un bel soggetto e crediamo che debba formare un nuovo gruppo con il quale registrare un album. Che ne dice? Ah… dimenticavo, ovviamente niente cloni di The End of An Ear.”

E così venne il giorno in cui Robert lasciò i Soft Machine, dopo un periodo più che depressivo (triste costante per Wyatt), non tardò molto prima che venne la CBS in suo soccorso, così con Dave Sinclair (ex Caravan e musicista in The End Of An Ear), il vicino di casa Bill MacCormick e Phil Miller (ex collega di Lol Coxhill), vengono a formarsi i Matching Mole.

Lo spirito di Edward Lear scorre forte in Robert, che per il nome della band si ricorda di uno dei primi tour con i Soft Machine avvenuto in Francia, dove – in pieno spirito nazionalista francese – vengono presentati come Machine Molle. L’assonanza con Matching Mole è voluta ed appare come un modo per salutare raffinatamente – non senza rancore – i colleghi che lo hanno esautorato, tant’è che rafforza il concetto con l’immagine di copertina, con due talpe che si trovano una di fronte all’altra, tra la sorpresa ed il rincoglionimento [matching mole tradotto vorrebbe dire talpe accoppiate ndr].

Quando poi si parte con O’Caroline e Signed Curtain, si percepisce proprio il bisogno di una boccata d’ossigeno per Wyatt. La voglia di divagare e scherzare con due canzoni dalla struttura apparentemente semplice appare palese: la prima è una canzone d’amore melensa dedicata a Caroline Coon (nominata nell’articolo su The End of An Ear e con la quale Robert ha avuto un intrallazzo), la peculiarità di questo brano è l’inizio nel quale Wyatt in fase di scrittura descrive la situazione che si configurerà in fase di esecuzione del brano “David’s on piano and I may play on a drum“; nella seconda questa idea si incanala verso il non-sense, pronta ad abbattere la quarta parete in una comunicazione continua con l’ascoltatore, al quale viene descritto ogni singolo passaggio della canzone.

Questo non significa che le composizioni sopra citate fossero qualitativamente poco valide, anzi… come detto sembra quasi uno scherzo architettato sapientemente da Wyatt, perché entrambe le canzoni non terminano ma proseguono in altre idee piuttosto articolare come Instant Pussy e Part of the Dance. Per un ascoltatore poco attento apparirebbe che il batterista uscente dei Soft Machine – proveniente da Third e da The End of An Ear – abbia quasi le idee siano confuse.

Invece no, Wyatt seppur istintivo, ha di fondo un’identità musicale estremamente definita, talvolta il focus potrebbe essere nebuloso ma inconsciamente sa già dov’è il traguardo da raggiungere. I Matching Mole quindi garantiscono a Wyatt di assecondare il proprio estro, un’evasione dalla razionalità imposta dal dittatoriale Ratledge.

E quindi non a caso troviamo Instant Pussy ed Instant Kitten ad inebriare le orecchie più raffinate ed esigenti, alla ricerca di altri esempi del “Wyatt strambo”, oppure l’ammiccamento a Canaxis 5 in Immediate Curtain, un brano a mio avviso meraviglioso e quasi prodromico in un certo senso di Rock Bottom per le atmosfere compresse e fosche.

Matching Mole è il progetto che lascia intravedere altro potenziale di Wyatt, per chi non lo conoscesse questo è un disco da ascoltare ed apprezzare perché contiene tante intuizioni e perle che troverete nel proseguo di carriera del dio-batteria.

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Holger Czukay – Canaxis 5

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“Dobbiamo uccidere Stockhausen! Altrimenti non saremo liberi, subiremo sempre la sua influenza”, come Anakin con Obi-Wan la liberazione avviene mediante l’epurazione.

Le parole di Schmidt risuonano nello studio e spronano Czukay a seguire il lato oscuro della forza fondando i Can.

Karlheinz Stockhausen è immenso, la sola pronuncia del suo nome e cognome impasta la bocca come se non riuscisse a trattenere tutte quelle consonanti. Un’istituzione della musica elettronica che ha raccolto a piene mani l’eredità di Schoenberg tramandandola a sua volta a Holger Czukay, futuro bassista dei Can. Dopo una marea di fischi ricevuti durante un’esibizione, Stockhausen lasciò intendere – con ironia -che tutto quello che faceva era votato completamente all’arte “non ho bisogno di soldi, ho sposato una moglie ricca”.

Questa accoglienza rafforza l’idea di Czukay dopo anni di apprendistato con Stockhausen: ascoltare I Am The Walrus, Frank Zappa e i Velvet Underground ha decisamente solcato il sentiero verso il lato oscuro della forza. Quelle scelte sonore, quei collage di nastri, quegli ambienti musicali artificiosi. La parola d’ordine del nuovo corso è FRUIBILITA’.

E pensare che in Sgt. Pepper i The Beatles avevano incluso Stockhausen nella foto di gruppo in copertina, dimostrando di essere affascinati dai suoi esperimenti musicali e cercando di farli propri in Magical Mistery Tour e nel White Album. E niente, questo circolo vizioso ha iniziato Czukay al rock, alla ricerca di un suono che fosse più accessibile rispetto all’elettronica del suo maestro.

Il primo tentativo di creare un proprio linguaggio musicale avviene con Canaxis 5, dove le influenze della world music miste ad una elettronica stile fantascienza – tendente poi all’ambient – danno l’idea di dove la Kosmische Musik andrà a parare. Come Topolino Apprendista Stregone, Czukay approfitta dello studio lasciato libero da Stockhausen ed in 4 ore – con la collaborazione di Rolf Dammers – registra Canaxis 5. Semplice no?

Prima di raggiungere questo livello Stockhausen educa il padawan Czukay, cercando di fargli capire che la musica è istinto legata a razionalità e non il contrario.

“Tu pensi troppo! Ogni compositore che si rispetti si ritroverà a scalare un muro un giorno”, queste parole aiutano Czukay a cambiare prospettiva di pensiero e superare il blocco creativo battendo nuove strade, un po’ come la Strategia Obliqua di Eno induce a fare (in maniera più raffinata).