Vinícius de Moraes & Odete Lara – Vinícius & Odete

Metti insieme un poeta, un chitarrista, un arrangiatore e un’attrice… Dio santissimo che incipit scialbo. Riprovo. 

Nella ricerca spasmodica di piccole gemme nel panorama musicale brasileiro, che si potessero incastrare bene in questo ciclo di pubblicazioni, ho avuto modo di selezionare dischi che avessero un comune denominatore. Non è un caso che la maggior parte delle proposte sia orecchiabile, prestandosi a dei primi ascolti non troppo approfonditi, non richiedendo troppo del vostro tempo. 

Uno degli aspetti che più mi affascina della musica brasiliana è la sovrapposizione nella proposta di alcuni brani. Noterete quindi che molte canzoni ascoltate in degli album si ripresentino con differenti arrangiamenti – e formato – in altri. 

Alcuni classici sono diventati tali proprio perché reinterpretati fino allo sfinimento.  

Quindi in questo caso è necessario – in primo luogo – presentare Odete Righi Bertoluzzi, in arte Odete Lara. Attrice che in alcuni tratti somatici può ricordare Monica Vitti, dal passato tremendo, figlia di emigrati italiani. Destinata ad un orfanotrofio per le condizioni precarie di salute del padre (malato di tubercolosi) e a seguito del suicidio della madre, quando lei aveva solo 6 anni. Nonostante ciò Odete affronta la vita con caparbietà e dopo un inizio come modella, comincia l’attività da attrice in telenovelas e successivamente per pellicole. In parallelo si avvia anche un’intensa attività teatrale accanto a nomi come Chico Buarque (in Meu Refrão e con la quale cantò anche la versione di Chico di Noite Dos Mascarados [ne accenneremo in qualche modo nelle prossime uscite ndr]), Sérgio Mendes, Sidney Miller e in ultimo con Vinícius de Moraes per Skindô

Proprio dalle registrazioni di questo spettacolo trova sfogo quella che sarà la prima uscita discografica di Lara, un disco a 2 voci con Vinícius, e a 8 mani visto che oltre al poeta [come anticipato nello scialbo incipit di prima ndr] si aggiungono l’epico chitarrista Baden Powell [non il guru degli scout ndr] (al quale Vinicius concederà una appassionata dedica nel Samba delle Benedizioni) e il grandissimo – quanto ahimé poco conosciuto – Moacyr Santos (del quale, per farvi un’idea vi consiglio vivamente Carnival of the Spirits). 

E per quanto riguarda i classici di cui scrivevo poco sopra? 

BerimbaoLabareda Deixa le abbiamo già nominate in alcuni dei precedenti articoli, c’entra la Leão e il suo rapporto con de Moraes sviluppatosi nei circoli intellettuali bossanovisti (ovvero casa Leão). Oltre i di già sopra citati, mi sento di tirare in ballo una delle mie canzoni del cuore O Astronauta, una delizia capace di quietare gli animi più torvi e cinici. 

Poi ragazzi che altro devo scrivere se non: ascoltate questo bel disco. Vi rilasserete seguendo Vinícius Odete. Anche perché credo che un po’ di relax, in questo momento, non faccia male a nessuno. 

Nara Leão – Vento de Maio

Tempi straordinari richiedono pillole straordinarie. Quindi preparatevi ad una super ciclo di rotture di balle e a pipponi senza sosta.

Credo nel destino e nel rapporto causa effetto.  

Negli anni mi sono imposto di pensare che, celate nelle avversità di alcune situazioni, ci fossero delle opportunità di miglioramento intimo e personale. Un ragionamento che fa scopa con la situazione storica che stiamo vivendo.  

La necessità di osservare il circostante da quest’ottica ha ammorbidito sempre di molto i bassi a cui sono andato incontro. Sicché è accaduto un paio di anni fa che in uno di questi momenti di fitta nebbia, abbia avuto la fortuna di imbattermi nella mia guida.  

Nara Leão è colei che ha afferrato fortissimo la mia mano, fissandomi con quei due profondi occhi madididi malinconia e cantandomi intensamente “Vem comigo“. 

Grazie all’ascolto compulsivo dei suoi album sono entrato in contatto con il complesso ed articolato universo della musica brasiliana, approcciando con la Bossa Nova Tropicalia. Ho sempre respinto questo mondo, ma ho affrontato i preconcetti avvicinandomi a capolavori sconosciuti e che mai avrei pensato di ascoltare. Quindi se doveste avere delle resistenze, vi chiedo di provare a metterle da parte, altrimenti ci ritroveremo a ciclo terminato. 

Ho avuto il piacere di addentrarmi nella cultura brasiliana e trovare così una lingua tanto musicale quanto poetica, capace di trasformarsi in strumento per quanto dolce, morbida e zuccherosa appaia [ricordate gli studi sulla voce di Stratos, Sumac e Buckley di cui vi avevo accennato? Potete confrontare quanto scritto in passato con questo nuovo ciclo di ascolti ndr]. Per non citare le soluzioni musicali così raffinate, esotiche, che impreziosiscono melodie in apparenza semplici.  

Insomma, la semi-sconosciuta Nara Leão è stata la mia Beatrice, insegnandomi tanto con una grazia innata, guidandomi giorno per giorno. Dal momento in cui l’ho conosciuta me ne sono innamorato, e non è accaduto solo a me, ma anche a una generazione di musicisti per cui lei è stata una rampa di lancio. 

Non sono solito affrontare dei nuovi cicli di Pillole in maniera anacronistica, ma Nara ve la andrò a descrivere ulteriormente con Opinião de Nara, nel più classico dei passi del gambero.  

Che dire su Vento De Maio?

Beh [nonna mi diceva sempre che la pecora fa beh, e non sopportava sentirmi cominciare una frase così, forse per contrasto ora vado ad usarlo spesso all’inizio di un discorso… ma a voi frega sicuramente un cazzo di ció ndr] è un disco che ho consumato di brutto e che ha schiuso il portone della mia ignoranza, per questo avrà la mia gratitudine imperitura. Raccoglie una scelta di brani omogenea, logica degli incontri e delle relazioni intessute in quegli anni. Vinícius de Moraes, Sidney Miller, Gilberto Gil (Noite Dos Mascarados è poesia) e Chico Buarque sono alcuni dei pesi massimi co-protagonisti di Vento De Maio.  

Sarà proprio con Chico che Nara scriverà le pagine più romantiche della MPB (musica popolare brasiliana), alcune delle quali trovate anche in questo lavoro. Per darvi una dimensione dello spessore interpretativo di cui vi ho accennato nelle righe superiori, vi assegno il classico compito a casa: ascoltate ad esempio Com Açucar, Com Afeto di Chico (scritta appositamente per lei), o A Praça, nelle interpretazioni della Leão e successivamente in quelle di Mina (Mina Canta o Brasil del 1970), troverete una spigliatezza e una sensibilità che la tigre di Cremona non è riuscita a trasmettere (senza nulla togliere alla tigrona nazionale). 

Sono certo che la bellezza interiore di Nara vi sospenderà a mezz’aria e vi accompagnerà in questi giorni, come sta facendo con me quando ne ho avuto bisogno. 

Dopo questo super-pippone, vi auguro una buona scoperta!